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"CERCO RAGIONI E MOTIVI DI QUESTA VITA..."
di Giuseppe Bonicelli (spazio autogestito, saranno pubblicate eventuali repliche; inviare una mail a spazioaperto@scalve.com specificando in "oggetto" l'argomento)

Sogni e speranze per una società emancipata …       >> parte 1       >> parte 2      >>  la videointervista
 

Non cerchiamo l'isola che non c'è - Videointervista a Schilpario

 

" Ecce homo e altri scritti autobiografici" di Friedrich Nietzsche (1844-1900)

 

INCONSCIO CONFLITTUALE,  RIMOZIONI E ALIENAZIONI

VIZI ED OMOLOGAZIONE NELLA SOCIETA’
CAPITALISTICA-CONSUMISTICA

LE DUE RELIGIOSITA'
CATTOLICHE

 

ARTE COME EDUCAZIONE A SENTIMENTI ED EMOZIONI

VALORI E DISVALORI parte I

VALORI E DISVALORI parte II

VALORI E DISVALORI parte III

 

QUESTIONARIO POSTO DALLE BIBLIOTECHE DELLA VALLE NEL '99-2000

 

Non cerchiamo l'isola che non c'è...

La videointervista del testo sotto riportato
parte 1a
parte 1b
parte 2

Il saggio è in vendita presso l'edicola di Vilminore di Scalve a € 3,00

  PERCHE’ L’ATTUALE CRISI E’ PEGGIORE DELLA CRISI DEL 1929 (2008)

  APPROFONDIMENTO E ANALISI DI UNA CRISI EPOCALE DEL CAPITALISMO, PER UN TENTATIVO DI PROPOSTA E RISPOSTA, PER UNA SPERANZA E SALVEZZA DELLA SPECIE UMANA! (2009)

  NON CERCHIAMO “L’ISOLA CHE NON C’E’”, MA COSTRUIAMO UN MONDO NUOVO E MODO NUOVO DI PRODURRE E SODDISFARE I BISOGNI UMANI, CHE SUPERINO LA PREISTORIA UMANA, DELL’OPPRESSIONE DELL’UOMO SULL’UOMO PER PASSARE AD UNA STORIA UMANA ED EMANCIPATA. (2009)

IL PERCHE’ DI QUESTO SAGGIO
Ho deciso di scrivere questo saggio soltanto ora, benché lo avessi in mente da quasi 20anni.
Infatti, in uno (mai pubblicato) analizzo la differenza tra il socialismo sovietico e quello di Mao in Cina per poi alludere al comunismo che intendeva Marx. Uscito dalla prigionia nel ’95, mi diletto in saggi di vario genere, ma dell’economia (chiamata scienza triste) non scrivo nulla, pur tenendomi aggiornato dell’evoluzioni-involuzioni dell’economia capitalista.
Prima della crisi del 2008, non mi sarei mai sognato di scrivere questo documento in quanto pensavo mi avrebbero deriso! Ora sono convinto dell’agonia di questo sistema, e non me ne rallegro, poiché trova l’umanità deteriorata alla massima potenza per l’alienazione del pensiero unico capitalista, alimentando lo scetticismo per un cambiamento radicale.
Dopo un approssimativo scritto dell’ottobre 2008: Perché l’attuale crisi è peggiore della crisi del 1929, decido che è necessario dare una prospettiva, seppur abbozzata, radicalmente diversa da questa produzione di vita. E, nel mio saggio, sono combattuto nel decidere se essere più approfondito o essenziale (ad esempio la mancanza di una approfondita analisi sul fallimento dei socialismi, mancato approfondimento psicologico dei diversi processi di alienazione capitalista, mediante la sovrastimolazione di strumenti, cose, concetti e bisogni indotti. Altro aspetto, un approfondimento più dettagliato sulla concreta ed immediata transizione da questa produzione di vita a quella immaginata-sognata.), perché temo che in quest’epoca delle sovrastimolazioni-confusioni, di scritti e saggi, anche questo scritto venga facilmente messo da parte. Non mi credo assolutamente di essere il nuovo Marx, ma un suo modesto epigono, il quale crede o s’illude che le sue parole di SPERANZA siano uno stimolo di riflessione, dibattito e dialogo e che non si perdano nelle grida o sordità di questa stupida, ma crudele e insensibile società…
Ovviamente è la seconda parte che amo di più. E l’ispirazione mi venne, anni fa, dal “Che Fare”, un romanzo di Nikolaj Gavrilovic Cernysevskij, scritto nel 1862-’63, da cui trasse poi il titolo per il suo famoso saggio Lenin. Egli immagina e sogna un vivere economico e sociale armonioso, senza avidità, conflitti… Il suo ottimismo è quello di un socialista (non scientifico!) dell’ ‘800, dato da un grande entusiasmo e fiducia nell’uomo, ma purtroppo la ricchezza misurata dal tempo di lavoro ha demolito, nell’oblio, persino la genialità del grande timoniere Mao...

L’ERRORE SOCIALE.
Lo scrivente è stato, anch’egli, pieno di errori nelle scelte fatte in vita, sovente con atteggiamenti integralisti… L’errore sociale andrebbe considerato come la via sbagliata da non percorrere più, come avviene tranquillamente nelle scelte sbagliate delle scienze particolari. L’errore va perdonato se i comportamenti conseguenti condannano implicitamente quelli precedentemente sbagliati…
Saremo capaci di misurare, controllare la violenza e l’odio (come mezzi!!!) verso le ingiustizie, facendo prevalere una umanità motivata e finalizzata al dialogo condiviso, all’amore per la libertà?!?
Sapremo capovolgere l’insegnamento di questa produzione di vita che ci fa percepire facilmente e individualmente, più le lacune e difetti umani altrui (eludendo i propri) che i pregi?
Io non ho la sfera di cristallo di come si indirizzerà la storia umana: nel comunismo o nella barbarie. Sono convinto che ciò che ho scritto, sia fondamentale misurarlo per una possibilità di salvezza umana e se qualcuno vorrà trovare soltanto i miei limiti di esposizione o addirittura quelli passati personali, ebbene si collochi tra coloro che perpetua la mentalità competitiva, alienata ed autodistruttiva; mentre se, questo/i qualcuno contribuirà ad una critica arricchita e propositiva, ne sarò più che lieto!
Nella piazza del mio paese vi è scritto una massima: NON DIR DI ME FIN CHE DI ME NON SAI. PENSA DI TE E POI DI ME DIRAI . Ma nella panchina, sotto la scritta (ignorata), quante calunnie e quanti pettegolezzi gratuiti si perpetuano!
Pepe 2009.