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"CERCO RAGIONI E MOTIVI DI QUESTA VITA..."
di Giuseppe Bonicelli (spazio autogestito, saranno pubblicate eventuali repliche; inviare una mail a spazioaperto@scalve.com specificando in "oggetto" l'argomento)

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Non cerchiamo l'isola che non c'è - Videointervista a Schilpario

 

" Ecce homo e altri scritti autobiografici" di Friedrich Nietzsche (1844-1900)

 

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VALORI E DISVALORI parte I

VALORI E DISVALORI parte II

VALORI E DISVALORI parte III

 

QUESTIONARIO POSTO DALLE BIBLIOTECHE DELLA VALLE NEL '99-2000

 

VALORI E DISVALORI
di Beppe Bonicelli – parte II

LA NON CONVENIENZA SOCIALE

Comincio con la categoria della FIDUCIA, perché si connette necessariamente alla coerenza delle promesse fatte in campagna elettorale…
Quando uno vota, parte dal presupposto della FIDUCIA! Fiducia nei programmi del votato e coerenza nel realizzarli. Se però le promesse (più importanti) non sono mantenute ecco che si pensa al votato come ad un bugiardo, o, al meglio come incapace, in quanto non mantiene la parola data. Da qui è facile concludere che FIDUCIA è sinonimo di SINCERITA’: come fidarsi di una persona che usa la menzogna sistematicamente? Nessuno di noi nella nostra quotidianità si fida di un bugiardo incallito. Com’è possibile che molti elettori (anche quelli che precedentemente hanno votato la fiducia a Piero Bonicelli) abbiano preso una cantonata del genere!?
Vi sono, con percentuali diverse, delle risposte credibili: la voglia di cambiamento come confermato dal nostro questionario; l’inefficienza o meglio la stanchezza (degli ultimi anni) della precedente amministrazione; le troppe regole amministrative... Ma la risposta più credibile è che pochi conoscevano e ricordavano le menzogne del Go de dit.
La FIDUCIA si dà e si acquisisce con la conoscenza, coerenza (pensare, dire, fare), nel TEMPO. E aggiungo: “che vita è se non si dà e non si ha fiducia in qualcuno?!? È credere soltanto nella diffidenza, tradimento, ricatto, paura. Vita miserabile e infelice! La FIDUCIA è un frutto di coloro che sanno amare!”.
Purtroppo, dare fiducia ad un amministratore (o politico) ed avere una verifica costante e tempestiva del suo operato è quasi impossibile: dato che vi è una DISTANZA SPAZIO/TEMPORALE tra le promesse dell’eletto e il suo operato: pensate alle molte scelte quotidiane di un amministratore che gli elettori neppure immaginano, e che conosceranno tempo dopo, a risultato avvenuto. Da questa “distanza”, tra promesse e realizzazione di queste, c’è il TEMPO, più o meno lungo, nel quale un demagogo può giocare sulla smemorizzazione o inventandosi difficoltà e scaricando responsabilità ad altri; quanti degli elettori verificheranno e RICORDERANNO se uno mente o no?. Quanti di essi conoscono bene e personalmente i loro candidati, i loro valori di vita? La risposta è: pochissimi! Dunque la scelta è sovente data percettivamente e superficialmente e di conseguenza con forti probabilità di errore.
Da qui nasce il problema della SMEMORIZZAZIONE! Quanti di voi che leggete, si ricordano, dopo mesi e anni (talvolta pochi giorni) dei programmi, delle promesse elettorali dei vari candidati? Pochissimi!! E anche i pochissimi, ve l’assicuro, hanno spesso vuoti di memoria.
La smemorizzazione è direttamente proporzionale al disinteresse dell’evento o argomento: quanti elettori, infatti, affermano superficialmente, che una amministrazione vale l’altra e che non val la pena di polemizzare tra fazioni opposte, soprattutto in paesi così piccoli. Da ciò consegue che il disinteresse conduce alla superficialità nella scelta del voto e soprattutto a dimenticare la corrispondenza delle PAROLE-FATTI e comportamenti dei diversi candidati.
Per uscire da queste difficoltà oggettive, ci vorrebbe più partecipazione che riduce la delega, ma pare un sogno irrealizzabile e dunque l’unico nostro rimedio concreto è insistere nelle parole scritte e parlate che corrispondano nel tempo alla fiducia dei comportamenti (che nel nostro caso sono supportati da 13 anni di amministrazione della lista UDP).

LE DIVERSE FACCE DELLA MENZOGNA.

La menzogna la conosciamo tutti nella sua essenza:“dichiarazione coscientemente falsa” (Zingarelli). Il contrario della verità!
Il “verbo” ha reso l’uomo l’essere più intelligente del globo, perché con le parole ed il dialogo può moltiplicare all’infinito l’ideazione a monte di comportamenti e progetti. Quante creatività tecnologiche e sociali sono state sviluppate mediante discussioni, seminari tra filosofi e scienziati? Innumerevoli!
Ma la parola, il progetto, come accennato sopra, non corrisponde immediatamente al comportamento, all’azione: in quel tempo/spazio la parola può essere usata non per progettare e creare, ma per ingannare la fiducia dell’interlocutore. Solo col tempo (non sempre), con l’operare ci si ricorderà delle false parole e promesse.
Ma vi sono diversi modi di mentire, oltre quello che conosciamo tutti:
1) focalizzare aspetti marginali di un evento, trascurando e rimuovendo consapevolmente quelli più importanti, in sostanza dire mezze o parziali verità; provate infatti a leggere un “Vilminore Informa” su un argomento (vedi la tassa dell’acqua) e dopo qualche settimana un “Go de dit” sullo stesso argomento: se non siete interessati e ben informati vi troverete facilmente spaesati e non in grado di ricordare e fare una analisi oggettiva sull’argomento, a vantaggio di chi ha qualcosa da nascondere:
2) spostare l’attenzione degli interlocutori sugli errori altrui, nascondendo i propri: alcuni esempi: Godedit di febbraio n°20: Toninelli, con toni “sereni” risponde ad UDP che la tassa ingiusta sul depuratore, imposta a coloro che non hanno la fogna, è colpa dell’amministrazione precedente che non è stata capace di dare le fogne a questi cittadini. Ma il Sindaco crede di aver a che fare con dei cittadini idioti?! Ammettiamo che per inefficienza o peggio per incapacità come dice Toninelli, la precedente amministrazione non abbia fatto le fogne per questi cittadini, ebbene essa potrà essere al peggio accusata di negligenza, inefficienza, ma MAI di aver ingiustamente applicato canoni non dovuti!
E’ il classico metodo berlusconiano: attaccare per non essere attaccati!, rispondere e spostare l’attenzione verso le sue accuse basate su slogan ideologici che la gente solitamente non approfondisce e verifica, soprattutto con toni aspri e cattivi... Toninelli sposta l’accusa rivoltagli di INGIUSTE IMPOSIZIONI, accusando UDP di INCAPACITA’.
Decida il lettore se l’errore della precedente amministrazione (ammesso che ci sia, ma si può facilmente immaginare che le fogne fossero in programma…) sia paragonabile all’errore di Toninelli che impone un atto di INGIUSTIZIA, facendo pagare la depurazione a chi non è allacciato alla fognatura comunale. (La protesta di un gruppo di cittadini ha fatto rientrare le scelte ingiuste e fuori legge del sindaco).
La precedente amministrazione può aver commesso molti errori, ma non di questo genere etico-morale. Notare che ad un consiglio, ho sentito lo stesso Toninelli, rispondere ad una signora che non avrebbe fatto pagare tale canone ingiusto (ah, le menzogne!!!).
Altro esempio dell’ultimo Go de dit n°20: in ultima pag. c’è NB che scrive “Avete notato che per difendermi non ho usato, come facevano loro(UDP), la Gazzetta Comunale che è pagata con i soldi di tutti, ma il nostro Go de dit? Essi il “Vilminore Informa” durante il loro mandato l’avevano praticamente abolito…”
Ancora. Il “Go de dit” preelettorale dell’11 agosto 2000 scrive: “La maggioranza (amministrazione di Bonicelli), è evidente, si serve della Gazzetta Comunale come noi ci serviamo del Go de dit. Ma noi il Go d edit ce lo paghiamo di tasca nostra; loro la Gazzetta la fanno pagare a tutti.” ù
Se il Sindaco fosse coerente con le sue parole trascorse, la Gazzetta Comunale, pagata da tutti, non dovrebbe essere usata dall’attuale amministrazione!, tanto meno per propagandare le sue manifestazioni, o crede davvero che tutti i cittadini di Vilminore soffrano di amnesia e siano così ingenui da pensare che Toninelli sia veramente il sindaco di tutti e non invece un sindaco di parte?!
Insomma, vi è un modo di mentire raffinato:spostare l’attenzione degli interlocutori con parole generiche o generalizzanti. Ossia eludendo i problemi concreti ed essenziali posti dai cittadini, rispondendo con sarcasmo e livore ideologico e generico all’opposizione come fa Toninelli, in modo che il lettore si scordi l’argomento posto e sposti l’attenzione sulle parole devianti dell’ultimo scritto...
3)
Ricostruire un evento trascorso in modo diverso e falso:tacendo responsabilità (proprie), o al contrario tacendo i meriti dell’avversario appropriandosene come ha fatto il Sindaco in “Montagne e paesi” del luglio 2003 a pag.18, in una sua intervista fa trasparire (senza scriverlo) che sostanzialmente il biennio sperimentale è una sua idea e così i non residenti crederanno ad un sindaco dinamico e creativo, mentre con la smemorizzazione e disinformazione persino i residenti si convinceranno delle doti taumaturgiche del nostro primo cittadino.

 N.B. Vi chiederete come mai ho sempre scritto del primo cittadino trascurando la sua squadra consiliare. Ho avuto modo di assistere a qualche consiglio comunale e ho notato che il comandante incontrastato è lui: zittisce stizzito persino taluni suoi consiglieri che fanno fatica ad esprimersi, perché è lui che centralizza il tutto. Eccezione è Panfilo Ottavia, nota cassa di risonanza dell’attuale maggioranza, che sistematicamente avvelena quotidianamente con le sue menzogne il clima del paese. A conferma di ciò che scrivo vi è una sua affermazione (machiavellica) sfuggitale ai tempi di quand’era all’opposizione: che mentire in politica è legittimo e ovvio. Della serie: il FINE (vincere) giustifica i MEZZI (menzogne). La storia ci insegna, “cara” consigliera (cristiana), che se i mezzi sono turpi e menzogneri, i fini raggiunti, per essere perpetuati e consolidati, lo saranno dalla moltiplicazione dei mezzi menzogneri che il potere della vittoria concede…

LE QUALITA’ ESSENZIALI E NECESSARIE DI UN QUALSIASI PRIMO CITTADINO O POLITICO.

Vi è un equivoco da sciogliere in molti cittadini. Quali sono i requisiti essenziali per un buon amministratore e politico che abbia in mente veramente l’interesse generale?
TRE qualità sono imprescindibili: EFFICIENZA, ONESTA’ e SINCERITA’!
1) Possiamo avere un onesto e sincero primo cittadino politico, ma se è incapace, non ha creatività e idee egli non darà impulsi al proprio paese, il quale sopravviverà stancamente; l’accusa, ad esempio, che il “Go de dit” dava alla precedente amministrazione era di incompetenza e incapacità. Ironia della sorte: i risultati sono ancora lì da vedere!..
2) Possiamo avere un efficiente amministratore e politico, ma disonesto e interessato ed efficiente soltanto per i suoi affari, che mente sistematicamente; ebbene egli sarà efficiente per i suoi interessi personali, ma MAI! per gli interessi generali, a meno che non lo coinvolgano materialmente o casualmente per ambizione egocentrica.
Evidentemente è più CONVENIENTE e meno peggio il primo cittadino o politico che il secondo che dilapida le risorse della comunità.

continua

Pepe 2004
Bonicelli Giuseppe.

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