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"CERCO RAGIONI E MOTIVI DI QUESTA VITA..."
di Giuseppe Bonicelli (spazio autogestito, saranno pubblicate eventuali repliche; inviare una mail a spazioaperto@scalve.com specificando in "oggetto" l'argomento)

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Non cerchiamo l'isola che non c'è - Videointervista a Schilpario

 

" Ecce homo e altri scritti autobiografici" di Friedrich Nietzsche (1844-1900)

 

INCONSCIO CONFLITTUALE,  RIMOZIONI E ALIENAZIONI

VIZI ED OMOLOGAZIONE NELLA SOCIETA’
CAPITALISTICA-CONSUMISTICA

LE DUE RELIGIOSITA'
CATTOLICHE

 

ARTE COME EDUCAZIONE A SENTIMENTI ED EMOZIONI

VALORI E DISVALORI parte I

VALORI E DISVALORI parte II

VALORI E DISVALORI parte III

 

QUESTIONARIO POSTO DALLE BIBLIOTECHE DELLA VALLE NEL '99-2000

 

VALORI E DISVALORI
di Beppe Bonicelli – parte III

LE REGOLE E LEGGI

Pochi conoscevano e conoscono Toninelli, soltanto una cerchia ristretta di familiari, amici e clienti, ma  non sono certo la maggioranza della popolazione… Questa maggioranza gli ha tuttavia dato grande fiducia, sperando legittimamente in un cambiamento positivo e di crescita. Ma da quanto percepito, dopo tre anni di amministrazione, la popolazione non sembra molto contenta delle sue scelte.
Chi ha votato l’attuale amministrazione ha avuto diverse motivazioni, come scritto all’inizio; ma una motivazione prevalente è stata quella  delle REGOLE! Alla precedente amministrazione è stato imputato una rigidità eccessiva nell’applicazione dei regolamenti edilizi, estetici, ecc. In parole povere la colpa è stata quella di privilegiare, paradossalmente, l’interesse generale a scapito di quello individuale, da qui l’accusa di essere troppo di sinistra o peggio comunisti. (La dice lunga il discorso di insediamento riportato sul “Godedit” n° 13 dell’agosto 2001, nel quale il sindaco rivendicava (comicamente!) il ripristino della libertà democratica con la sconfitta di UDP).
La menzogna della propaganda preelettorale dell’allora opposizione era che, la maggioranza delle regole che impedivano molti permessi edilizi, era fatta dall’amministrazione Bonicelli. Menzogna che è stata svelata facilmente in questi ultimi anni, dal fatto che vi sono regole montane, regionali, nazionali che controllano e lasciano meno margini all’arbitrio (talvolta all’autonomia..) di un comune, salvo rischiare di incorrere in vertenze penali…
Se questa motivazione delle “regole” è probabilmente una di quelle che ha determinato la sconfitta di UDP, è necessario approfondirla.
Viviamo un’epoca di benessere materiale, ma di malessere sociale diffuso. Tendiamo ad essere così egocentrici ed egoisti che confondiamo i nostri desideri e vizi con i diritti: in sintesi pretendiamo che la società e l’istituzione che la rappresenta sia servile all’individualismo egoista di ognuno; all’opposto della concezione di servizio che implica la responsabilità anche del cittadino alle regole e doveri comunitari che salvaguardano l’interesse generale e il convivere sereno. Come di moda nazionale i più sono irritati per regole e leggi(talvolta eccessive che ledono anche la individualità del cittadino…) che impediscono di fare i casi propri e allora ecco che ci vuole il cambiamento(parola magica, ma spesso senza contenuto di programma), che promette demagogicamente a tutti, di soddisfare i propri egoismi…
In sintesi si può scrivere:
1) non è scontato che l’interesse egoistico di pochi sia anche l’interesse di tutti (avviene solitamente il contrario). Le risorse economiche di un comune, di un paese hanno dei limiti di spendibilità e di scelta;
la politica (l’arte del governare: per gli interessi di tutti o per alcuni soltanto?!) amministrativa attuale sta privilegiando gli interessi di pochi, perché se è vero che i sentieri sono e saranno di tutti, le risorse finanziarie per la realizzazione di questi (patrimonio della collettività) vanno soprattutto ai pochi che ruotano intorno all’amministrazione. Inoltre il sindaco, non si preoccupa minimamente di condividere le scelte con la popolazione. Ironia della sorte, Toninelli si reputa un grande democratico che asserisce di fare gli interessi generali!
2)
Se una amministrazione, ad esempio, accettasse tutti i capricci edilizi dei suoi cittadini, potreste ben immaginare la moltiplicazione di mostri edilizi in un qualsiasi paese (già ci sono…), a danno della collettività; mentre invece, con regole di vero interesse generale (accettate dai più e giuste), un paese diverrebbe l’orgoglio dei cittadini, senza impedire la soddisfazione dell’interesse particolare e relativo sviluppo di opere e lavoro locale.

DIALOGO.
Alcuni cittadini hanno chiesto di sotterrare l’ascia di guerra per l’interesse generale del paese, asserendo che è dannoso che in comunità così piccole si riproducano conflitti e rancori così forti. E che in fondo anche noi dimostriamo di essere “cattivi” come loro (quand’erano in minoranza). Ci chiedono, legittimamente, di dialogare con la maggioranza.
A questi cittadini stimabili ho risposto che il globo è tutto attraversato da valori contrapposti: amore-odio; menzogna-sincerità; onestà-disonestà; generosità-egoismo; ecc. E dunque anche il nostro piccolo comune vive questi valori-disvalori e non possono volercene se non ci fidiamo di chi mente e ha valori contrapposti ai nostri; anche noi abbiamo, all’interno di UDP, le nostre molteplici diversità (chi cattolico, chi ateo, chi di ideologia di destra, chi di sinistra), tuttavia l’obiettivo comune che ci lega è l’interesse generale del paese e pur con visioni diverse, talvolta con aspre polemiche sui modi di fare opposizione, riusciamo a decidere collegialmente, perché si accettano le diversità entro lo scopo comune… (non potremo certo dialogare con coloro che hanno cultura di imposizione e assolutista).

L’INTEGRALISMO o ASSOLUTISMO.
L’integralismo o assolutismo è una cultura che tende e pretende che il suo modo di pensare, la sua PARTE culturale e ideologica sia il TUTTO: colui che è fuori da questa PARTE, consapevolmente, è un nemico, chi fuori inconsapevolmente, è da conquistare con tutti i mezzi. Come già scritto, gli integralismi si insidiano e vivono culturalmente in tutte le forme ideologiche, politiche, religiose, culturali. La caratteristica negativa universale è quella di ridurre il tutto complesso e contraddittorio al semplicismo schematico della parte. L’integralismo è l’incapacità psicologica e sociale di empatia: di sforzarsi di pensare alle/con motivazioni altrui. In questo modo si alimenta sistematicamente l’esclusione di coloro che non sono con/come noi (chi di idee diverse, quelli del paese vicino ma diverso e via via la provincia, la regione, il “terrone”, la nazionalità diversa, il “negro”…), sino al grado di considerarli nemici, sostituendo e confondendo l’amore per l’umanità con l’identificazione assoluta per il gruppo che porta odio e rancori per il globo…
E’ necessario far sapere che la GUERRA è il risultato estremo e tragico, generato da integralismi esasperati: di odio, egoismi, menzogne, invidie, ecc. COLTIVATI in tempo di PACE. La malattia dell’integralismo sta moltiplicandosi proporzionalmente alla malattia consumistica dell’“avere” della merce, dell’egoismo!…
Ma il lettore si chiederà, giustamente, se questa disquisizione filosofica sull’integralismo ha connessioni con l’attuale sindaco. La risposta è affermativa. Chi si ricorda degli scritti recenti e passati del fogliaccio “Godedit” vi troverà sempre un livore ed una cattiveria sarcastica, una acredine perenne contro l’amministrazione precedente ed ora l’attuale opposizione. MAI TROVERETE un briciolo di autocritica sulle scelte fatte (ad onor del vero, questo è un vizio che attraversa tutte le forze politiche), ma quel che caratterizza l’integralismo diffuso (anche nello sport e nella società) è che le colpe sono sempre degli altri (mai della mia parte!). Leggete attentamente i “Godedit”: manca sempre l’autocritica, e se errori vi sono, sono sempre determinati causalmente dall’opposizione. Toninelli ha imparato bene dal premier Berlusconi: spostare sempre l’attenzione dei cittadini sulla positività del proprio operato; mentre sui problemi irrisolti o risolti male, dare e spostare la colpa verso l’avversario, anche quando questo, in minoranza, non ha potere di veto.
Ai cittadini che legittimamente chiedono che questa divisione e rancore del paese finisca, posso solo dire, che l’offerta di disponibilità al dialogo dell’attuale maggioranza comunale è di facciata, ipocrita e paternalista: ci chiedono di dialogare sui processi di gestione di scelte che loro hanno già fatto, mancando loro una mentalità di servizio e dialogo che coinvolga la popolazione. Non avete notato, che tutte le iniziative culturali della precedente Amministrazione (criticate dal “Godedit”quand’era all’opposizione), vengono continuate con spirito più di rivalsa efficientista e di immagine che di servizio per il paese?!, mancando di quell’entusiasmo che muoveva un volontariato trasversale (religioso e non, ideologicamente di sinistra e di destra…)?!
In sintesi, essi sono disponibili al dialogo, un dialogo di nostra subalternità e non di ascolto, che noi ovviamente non accettiamo e dunque manterremo il nostro ruolo di opposizione critica e di controllo, perché non ci fidiamo di questa maggioranza che ha valori di parte, contrapposti agli interessi generali della popolazione.

QUALI LE PROPOSTE DI UDP? QUALI LE DIFFERENZE CON L’ATTUALE AMMINISTRAZIONE? PERCHE’ GLI ELETTORI DOVREBBERO CREDERE ALL’OPPOSIZIONE?!
Come soprascritto, noi siamo un’opposizione eterogenea: non abbiamo il capo che decide per gli altri e chiunque può verificarlo alle nostre riunioni mensili. (Provate ad assistere invece ad un consiglio comunale e mi direte subito colui che è il capo incontrastato…)
 Ci caratterizza una complessità di vedute, che sono difficili da mediare: si pensi soltanto alla eterogeneità culturale, politica che ci contrappone spesso sul modo (moderato o deciso) di affrontare un problema, ad esempio uno scritto. Diversità che sembrano far prevalere apparentemente la parte e il pregiudizio anziché l’insieme. Invece ci ACCOMUNA un benessere sociale, UNA DIREZIONE COMUNE che faccia vivere al paese PIU’ UNITA’ POSSIBILE, emarginando la cattiveria. Abbiamo a riprova di ciò che scrivo, l’esperienza di13 anni di amministrazione di UDP che si sono oggettivamente caratterizzati per la ricerca di UNITA’, cooperazione per l’interesse di tutti, prima che dei soliti privilegiati…
Qualcuno ci ricorda che Piero Bonicelli non si presenterà più come sindaco, dimenticando che con lui c’era una squadra, un collettivo che lavorava insieme per un programma comune. Se è vero che Piero era un’ottima personalità come sindaco, noi faremo in modo di continuare il programma che abbiamo lasciato in sospeso, lavorando di più collegialmente. Questo programma lo rivaluteremo alla memoria degli elettori con lo sforzo di renderli più partecipi alle scelte del comune, non nascondendo le difficoltà che ciò comporta.

CONCLUSIONI
Sono sicuro che errori di scelta sono stati fatti anche nella precedente amministrazione, ma sono altrettanto sicuro che al di là della stanchezza, l’intento era sempre per il benessere e ambizione del paese. Gli errori che vi sono stati erano in buona fede! Cadiamo anche noi talvolta in forme di integralismo deleterio, inconsapevole!, ma la precedente amministrazione non ha mai avuto degli interessi particolari.
Un cittadino mi ha fatto rilevare che questo sindaco tiene molto all’immagine, alla forma, alle grandi opere in cantiere pomposamente propagandate dai giornali di provincia; se anche le sue opere in cantiere fossero realizzate, ciò che gli manca è la soprascritta sensibilità e vivibilità sociale che emargini la cattiveria, che dialoghi e ascolti dal basso, che operi anche la serenità del paese e non per la sua ambizione egocentrica.
Posso affermare che è un sindaco ambizioso, temuto, ma non amato dai cittadini!
Come si può immaginare che un tale sindaco abbia la benché minima sensibilità di servizio per una comunità? Come si può pretendere, cari lettori, che un tal sindaco si preoccupi delle vostre esigenze e bisogni se non in termini prettamente burocratici e di fastidio? Amministrare è sì fastidioso e oneroso socialmente, ma lo è di più per coloro che non hanno per nulla spirito di servizio.
Lo ribadisco: in questo mondo di SMEMORIZZAZIONE noi riproporremo il programma preelettorale, portandolo avanti con coerenza come nelle precedenti amministrazioni (se resterà ancora qualche soldo!...); riproporremo la necessità di un volontariato trasversale ma più organico e organizzato; faremo in modo di rendere più vivibile il nostro paese emarginando il rancore delle lingue biforcute.
Nostro obiettivo,dunque, oltre ad uno stimolo di benessere materiale, è quello di una convivenza e DIALOGO con le diversità (non integraliste e arroganti che non ascoltano e soltanto impongono!..). E’ un compito titanico? Ci conforta l’esperienza di 13 anni di amministrazione di UDP, in cui la vivibilità del paese era senz’altro migliore dell’attuale ed aveva oggettivamente meno divisioni e rancori…

Pepe 2004
Bonicelli Giuseppe.

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